9.10.11 agosto 2019 week-end delle stelle di San Lorenzo a Montecuccolo

Sagra di Montecuccolo 9.10.11 Agosto 2019

Il week-end delle stelle cadenti al Castello di Montecuccolo nel Comune di Pavullo nel Frignano, eventi di #SanLorenzo.

Dopo il successo de La Storia in Festa, un altro week end ricco di eventi presso il borgo di #Montecuccolo (873 m.s.l.m.) a #PavullonelFrignano, targato Terra e Identità & Il Frignano dei Montecuccoli.

Il wee-end delle stelle cadenti sarà infatti contrassegnato dal ritorno della #SagradiMontecuccolo da venerdì 9 a domenica 11 a cura della parrocchia del borgo, con ricchi stand gastronomici a base di #Crescentine, #Borlenghi e #Polenta.

S. Messa e concerto del Coro Montecuccoli sabato alle ore 16 e processione e corpo bandistico domenica sempre alle 16.

Si parte dunque venerdì 9 alle ore 21 presso il Palazzo Ducale di Pavullo – Galleria dei sotterranei con la presentazione a cura di #TerraeIdentita’ dal titolo L’Ultimo Duca a Pavullo con il prof. Andrea Pini, Elena Bianchinibraglia e Paolo Rodolfo Carraro.

Il ricordo dell’ultimo Duca Francesco V° e della piramide da lui fatta erigere nei boschi di Montecuccolo, prosegue il giorno seguente con la prima #camminatadellapiramidediserradiporto gratuita organizzata da #IlFrignanodeiMontecuccoli alle ore 18 con partenza dal borgo e arrivo all’oratorio di #CadiChino. Alle 20:30 visita guidata in costume notturna al Castello di Montecuccolo a cura del Prof. Andrea Pini e del gruppo “Corte dei Montecuccoli”.

Le stelle cadenti sono invece protagoniste della prima #camminatadellestellediSanLorenzo” alle ore 22:30 dove con partenza dalla piazzetta della “campanella” si attraverserà il nuovo percorso illuminato del campo d’aviazione con lo sguardo rivolto alle stelle.

Domenica mattina l’appuntamento è alle ore 9:00 per la prima #camminatadiRaimondo” in direzione del Castello con la guida storica di Alessio Bononcini e Roberto Amadori. “Il Frignano dei Montecuccoli” sarà poi protagonista della visita guidata al Castello domenica alle ore 16.

Montecuchulo & Paùlo nella cronaca di Jacopino de Bianchi detto de Lancellotti

1474 adi 27 mazo

Nota che adì ditto fu messo a sachomano un caro de formento in piaza per la fame e fu messo da li contadini et incontenante li fu proveduto e tuti lo retornono et pagono e nessuno del destretto non podeva portare niente de pani. E nota che sel non fusse stato il mag. conto Cexaro da Montecucholo che ge mandò soccorso de molto formento a Modena, facevane male, perché non si retrovava e fuli data grande laude.

1497 adi 17 luio

ave il Ducha Brandola la quale stete restitente a le defexe a la quale li andò li balestreri e uno comisario nominato misser Beltramin il quale abitava in chastel de Modena e per la resistentia dita li andò uno fiolo fu de Cexaro da Montochucolo con 500 fanti et era hordinato molti altri et avene tuto il resto de le chastele.

1476 …. zugno

Nota che il Signore nostro dito ducha si fece semenare de aprilo pasato rixo e bambaxo in el paùlo e quando fu al mexe soprascrito lo fece strapiantare dito rixo ed era comandato la zente per comune e puti de la tera e ogne di li fevano dare sol.1, den.6 per cadauno e durò parechi di e spesse si g’era 250 e 300 persone al trato e fevalo piantare in l’aqua e li maistri del condure lui li fece vignire de lo reamo de Napulo.

Cronaca Modenese di Jacopino de Bianchi detto de Lancellotti , vol. I. 1469-1500, p.15 p.176 p.26

Pubblicato a stampa nel 1862 a Parma, ed. Pietro Fiaccadori.

Nell’indice della Cronaca Modenese di Jacopino de Bianchi detto de Lancellotti …Pavullo è citato nell’indice (Padule)…lo troviamo a p.26 come Paùlo, non sapremo mai se quel termine indicasse davvero il nostro paese. A quell’epoca c’era un enorme distesa d’acqua….questa cronaca narra di una grande semina di “rixo e bambaxo”…..per approfondire le vicende del Lago si veda “Memorie ritrovate di Pavullo nel Frignano un intrecci…o di storie” di Andrea Pini edito da Adelmo Iaccheri La Sorgente . 2014, pp. 325-349.

Fotografia di Paolo Pierotti

Anniversario 337 della morte di Raimondo Montecuccoli

16 ottobre 1680 Raimondo Montecuccoli muore a Linz presso l’albergo “All’Aquila Nera”. I suoi organi vengono tumulati presso la Kapuzinerkirche dove una lapide lo ricorda. La salma venne sepolta a Vienna nella chiesa Am Hof nella solennità di un funerale che oltre alla partecipazione della Corte Imperiale vide una grande partecipazione di pubblico come avviene per i più grandi Eroi. L’imperatore Leopoldo I concesse al figlio di Raimondo; Leopoldo Filippo il titolo di Principe del Sacro Romano Impero quale onorificenza post mortem ai meriti del padre che per gli Asburgo aveva combattuto invitto per ben 50 anni. L’impero Ottomano da lui sconfitto nel 1664, attese la morte del “demone Montecuccoli” (come lo chiamavano loro) prima di tentare il successivo assedio di Vienna l’11-12 settembre 1683.

11 settembre 1683!

Vogliamo ricordare quattro eroi praticamente dimenticati!

A quell’epoca l’Europa era molto debole ed in crisi proprio come oggi: la Germania era divisa in tanti staterelli e principati; l’impero Asburgico era retto da Leopoldo I il quale era più avvezzo a occuparsi dei grandi fasti della vita di Corte, che non di diplomazia o di organizzazione militare; la Francia come sempre pensava al suo interesse. Come sottolinea il Prof. Cardini, per il Re di Francia poco sarebbe cambiato se avesse vinto il Sultano anzi, egli dietro le quinte bramava di allearsi ai Turchi pur di distruggere l’eterno avversario del Sacro Romano Impero. In quel contesto fu un italiano ad organizzare la resistenza, a galvanizzare il popolo, a tessere una tela di alleanze...Padre Marco d’Aviano come il nostro Raimondo Montecuccoli vent’anni prima (va ricordato anche il ruolo che nella battaglia ebbe il suo discepolo ed erede militare Eugenio di Savoia). Italiani, popolo che non aveva uno stato nazionale, costretto a servire lo straniero, ma che ha sempre primeggiato per genialità, eroismo ed arte. L’aiuto fondamentale poi arrivò da est, dalla Polonia e dal suo Re Ian Sobiesky. Questo a riprova di quanto fu fondamentale l’Est per l’Europa e quanto lo sarà per il futuro. Una vicenda del passato che sembra parlare di presente e di futuro. Ricordiamo questi Eroi Italiani e Polacchi e ci siano di esempio per il futuro.

La campana di Cesare Montecuccoli presso Gaville di Manzolino (Castelfranco E.)

ORATORIO DELLA B.V. DI GAVILLE

La lapide in sasso, in parte deteriorata, collocata sopra la porta principale, dice: “D. Opt. Max. – ac Divae Virgini – quod Bartholomeus Juris Consultus et Dominicus Razalii Fratres – Anno Christi MCCCCLXXII – a fundamentis erexerant in juris Patronatus – memoriam – Templum hoc ipsum iam pene vetustate – collapsum – Razalii Nepotes pientes restituere – M.D. XXIIImense Augusto”.                                                                   Dedicato a Dio e a Maria Vergine, eretto nell’anno 1472, restaurato nel 1523, in antico convento e cimitero, sorto in str. S. Michele, in territorio di Manzolino di Castelfranco E., l’artistico Oratorio, bisognoso di restauro, ha sopra il tetto un bel campanile a vela, con una campana, affusolata, con queste caratteristiche:

Diametro: cm. 42 x 51; Peso: kg. 55; Nota: SOL. Iscrizione: “Comes Cexar De Monte Cuicolo fieri fecit MCCCCLXXXXVII + Agusti Angelo e Gracia me fe fare+ Mentem Sanctam spontaneam hon. Deo et Patriae Liberationem”. Cioè: il Conte Cesare di Montecuccolo fece fare nel 1497, con la dicitura, che rimonta al 200 d.C., che si trova nelle antichissime campane, e che era scolpita sulla tomba di S. Agata V. e M. di Catania, nel 3° sec. D.C.

In Campanili, Campane e Campanari del Modenese, di Luigi Parmeggiani, TEIC, Modena 1984.

Chiesa di S. Maria di Gaville

La chiesa di S.M. di Gaville è una delle più antiche di Manzolino: certamente era anche importante perché, mentre le altre chiese dei dintorni sono scomparse da secoli, essa è giunta fino a noi.                                                                                                                    La prima notizia si ha da un atto di donazione del 1064, epoca in cui verosimilmente apparteneva alla diocesi di Modena. All’inizio del 1200, invece, era soggetta all’Abbazia di Nonantola. In seguito passò definitivamente alla diocesi bolognese, come risulta dalla “decima” del 1315 e da tutti gli atti posteriori.                                                                          Nel 1472, essendo la chiesa cadente, i fratelli Bartolomeo e Domenico Razali la ricostruirono e la dotarono di benefizio, ottenendo il giuspatronato. I loro nipoti nel 1523 la restaurarono ed i successori mantennero il patronato ininterrottamente fino a che nel 1816 passò a Taruffi Vincenzo, figlio di Camilla Razali, ultima di quel casato. I diritti, poi, pervennero per eredità a Bolognini Luigi ed al di lui genero Franchi Ambrogio ed infine, per vendita, ai Signori Campora che, dopo aver rimpicciolito l’oratorio nel 1880, lo restaurarono nel 1882 e nel 1927.

La festa della B.V. di Gavile veniva celebrata la seconda domenica di Settembre

  1. Fabbri – Ed. Raccolta Civica 1986 Castelfranco E. (cartolina)